Kratimus l’Atlantideo

Ammettiamolo, il fantatrash ha segnato una generazione e i nostri cuori. Non ha avuto il seguito guadagnato dai film di serie Z (dallo splatter della Troma ai vari Sharktopus VS Whalewolf e Sharknado), ma resiste senza problemi alla prova del tempo, e anzi esce vivificato dall’introduzione dell’autopubblicazione online.

Se, da un lato, quest’ultima ha permesso la creazioni di nuove realtà editoriali, dall’altro ha aperto (come ampiamente prevedibile) il vaso di Pandora dell’abominio letterario. E in pochi hanno deciso di abbeverarsi dai suoi cocci rotti. Io l’ho fatto, acquistando a euro 0,00 Kratimus l’Atlantideo di Luca Povoleri.

DI COSA PARLA?

In un mondo dove tutto è già deciso dal fato, solo il coraggio di guardare al di là dell’apparenza può salvare dall’illusione. Avventura, magia, amicizia e tradimenti. Un epico viaggio attraverso antiche civiltà, fino alla profondità dell’animo umano.
Quando Kratimus deve rompere l’isolamento del suo popolo per affrontare una grave minaccia, incontrerà persone che cambieranno il suo mondo. Uno scontro di cuori che determinerà la salvezza degli uomini o la loro definitiva condanna.
Il primo libro della trilogia di Kratimus L’Atlantideo.

Il sanguinamento oculare inizia copioso già dopo poche righe. Tralasciando il terrificante prologo, vediamo la prima azione del protagonista:

kt rifugio legnoso

Il terrore numero 1 degli scrittori in erba è la ripetizione di aggettivi e verbi. Pur di non scrivere “disse” due volte, molti preferiscono infilare una sfilza di “interloquì”, “sussurrò”, “mormorò”, ecc.; qui l’autore non agisce in modo diverso, e piazza un “legnoso” che ricorda il “gladio legnoso” di Arsalon. Eliminare del tutto l’aggettivo avrebbe aiutato. Anche morenti-sto per morire non è granchè, e lo scivolamento di POV per concentrarsi sulle gocce di sudore è fastidioso.

Purtroppo per me, voi e anche Santa Romana Chiesa, Kratimus è dotato di grandi poteri telecinetici e psichici. Il forte che si prepara ad assaltare è difeso da torrette con arcieri, mentre l’ingresso principale è sorvegliato da due picchieri. Ora, posizionare due guardie fuori dalla porta della fortezza (fra l’altro al calar del sole) è tatticamente demenziale. In pratica si lasciano due uomini al buio, chiusi fuori e alla mercé degli assalitori (che sono attesi).

telecinesi

 Immagino abbiate letto, e questo mi riempie di preoccupazione e sensi di colpa. Non solo i due poveri disgraziati sono stati chiusi fuori, ma anche a una certa distanza dalla porta, visto che Kratimus è in grado di “prendere” una pietra e sbatterla sulla nuca dei picchieri. Come in ogni buon film di merda, entrambi finiscono nel mondo dei sogni.

Il primo scontro vero è proprio arriva dopo qualche riga. A parte l’enorme difficoltà di lettura, dovuta a una sintassi e a una punteggiatura raccapriccianti (provate a leggere l’ultimo periodo del prossimo passo), ci troviamo di fronte all’ennesimo pasticcio con il POV, che sembra scivolare dal protagonista alla guardia, e a una scena complessivamente poco verosimile.

resa

Inutile dire che la spada è pregna pregna di potere magico e Kratimus il belloccio riesce a farla franca.

Anche quando parliamo di veri e propri scontri, il risultato è penoso. Quando un eroe atlantideo, Rajek, tenta di sconfiggere un medusone nigga che ha appena attaccato Atlantide, la battaglia presenta gravi problemi di punteggiatura ed è a tratti comica.

scontro

Insomma, fra descrizioni statiche, puntaggiatura e refusi, Kratimus sembra proprio un fantatrash purissimo. La lunghezza totale del primo volume (altri due coming soon) è di circa 550 pagine. Io ho preferito infliggermi raffinati tormenti bizantini dopo circa 70.

Good luck bitches.

One thought on “Kratimus l’Atlantideo

  • dicembre 4, 2015 at 10:50 am
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    Se non altro non si azzarda a chiedere soldi per sta robaccia.

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